Claudia Tosi

Artista e Arteterapeuta

a Zola Predosa (Bologna)

Laboratori, percorsi creativi e ceramica come gesto di cura

Chi Sono

Sono Claudia Tosi, artista e arte terapeuta,
nata il 31/07/1979.
Ho conseguito il diploma in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2004
Presso il mio spazio, “Lo Studiolo di Claudia Tosi”, un piccolo laboratorio caldo e accogliente, propongo attività di arte e benessere, sia individuali che in piccoli gruppi. È un luogo dove la creatività, il corpo e la mente si incontrano per dar vita a momenti di connessione profonda e rilassamento.
Il mio percorso mi ha portata a lavorare per anni anche in ambito sportivo e con attività olistiche, mettendo sempre al centro il corpo come strumento di consapevolezza e benessere. Credo fortemente nel connubio tra corpo, natura, arte e movimento, un equilibrio perfetto per armonizzare mente e spirito.
La mia prima grande passione è la terra, un materiale che amo manipolare e che considero vivo, capace di regalare infinite possibilità di espressione. Nei miei laboratori, il processo creativo è il cuore di tutto: non conta il risultato finale, ma l’esperienza, il viaggio interiore e il benessere che ne derivano.
Arte, corpo e natura sono i miei strumenti per aiutarti a riscoprire la bellezza e l’equilibrio dentro e fuori di te.

Arte Terapia

Cos’è l’Arterterapia?
L’arteterapia è un insieme di modalità che permettono e facilitano la costruzione di una relazione d’aiuto mediata dall’attività creativa.

Lo scopo dell’arteterapia è rimettere in moto quei processi espressivi che permettono la crescita personale e che favoriscono il processo di ricontattare e sviluppare le proprie risorse e potenzialità.
Le arti, come ogni espressione non verbale, stimolano l’esplorazione, l’espressione e la comunicazione di aspetti di cui non siamo consci. In questo senso, il lavoro con le emozioni attraverso l’arteterapia migliora la qualità delle relazioni umane perché si concentra sul fattore emotivo, essenziale per ogni essere umano, aiutandoci a essere più consapevoli degli aspetti oscuri e facilitando, quindi, lo sviluppo personale (Duncan, 2007).


Accompagno le persone nella scoperta del proprio sentire attraverso l’arte.

Ceramica Terapia

L’argilla come mediatore artistico



Nel contesto dell’arteterapia, il mediatore artistico rappresenta il ponte tra il mondo interno del soggetto e la realtà esterna
È lo spazio di traduzione simbolica in cui emozioni, memorie e vissuti trovano forma attraverso il fare creativo.
Tra i mediatori materiali, l’argilla occupa un posto unico per la sua natura primordiale, la sua plasticità e la sua capacità di connettere corpo, gesto e trasformazione.
La terra, materia viva e arcaica, diventa strumento di conoscenza e relazione, un linguaggio che parla con il corpo prima ancora che con la mente (Klein, 2018).

Come ricorda Paola Caboara Luzzatto, “il mediatore è lo strumento che consente di rendere visibile e tangibile ciò che è invisibile e intangibile” (Luzzatto, 2004, p. 42).
L’argilla permette di esplorare il contatto, la pressione, la resistenza, il limite: dimensioni che coinvolgono il corpo e la psiche, e che si rivelano particolarmente significative nei percorsi terapeutici individuali e di gruppo.

Caratteristiche della materia: terra, acqua, trasformazione

L’argilla è una materia in equilibrio dinamico tra solidità e fluidità.
È terra quando si asciuga, acqua quando si impasta, aria quando si muove, fuoco quando si trasforma.
Il suo comportamento fisico diventa metafora di processi interiori: l’umido che accoglie, il secco che struttura, la cottura che stabilizza.
Come scrive Anzieu (1985), “il contatto con la materia risveglia nel soggetto l’esperienza del limite del proprio corpo, e al tempo stesso la possibilità di espandersi oltre di esso”.

L’argilla contiene in sé un ritmo naturale, scandito dal tempo del processo. Non si può accelerare la sua asciugatura senza rischiare di romperla; non si può forzare la sua forma senza che resista o ceda.
In questo senso, il lavoro con la terra educa alla lentezza, all’ascolto, alla pazienza — valori profondamente connessi alla dimensione terapeutica (Sennett, 2008).

Il contatto diretto con la materia stimola la sensorialità primaria: le mani diventano strumenti percettivi, i polpastrelli si fanno occhi, la pelle percepisce ciò che la mente ancora non sa dire (McNiff, 1992).
Attraverso la materia, il soggetto entra in un dialogo corporeo e simbolico con sé stesso, in cui la trasformazione dell’argilla accompagna la trasformazione interiore.

Tecniche ceramiche e significati terapeutici

Le tecniche ceramiche, pur appartenendo al campo artistico, assumono in arteterapia un valore simbolico e processuale.
Ogni fase del lavoro — l’impasto, la modellazione, l’incisione, la decorazione, la cottura — può essere letta come metafora di un percorso evolutivo e trasformativo (Luzzatto, 2004).

L’impasto richiama l’unione e la mescolanza, il bisogno di integrare parti diverse del sé.
La modellazione rappresenta il momento del contatto e della forma: un dialogo tra controllo e abbandono, tra intenzione e sorpresa.
L’incisione, o graffito, permette di lasciare una traccia, un segno identitario sulla materia.
La decorazione introduce il colore, la luce, la possibilità di esprimere emozioni più espanse e comunicative.
Infine, la cottura è il momento della trasformazione definitiva: il fuoco consolida, rende stabile, chiude il ciclo del processo e apre al simbolo della rinascita (Klein, 2018).

Ogni passaggio tecnico può attivare corrispondenze emotive differenti.
Il gesto del modellare può evocare esperienze arcaiche di contatto e contenimento; l’incisione può canalizzare aggressività o affermazione; il colore può rivelare stati d’animo e desideri di comunicazione (Case & Dalley, 2014).
Per questo, l’arteterapeuta che lavora con l’argilla osserva non solo il prodotto finale, ma l’intero processo: tempi, posture, pressioni, silenzi, modalità di relazione con la materia.
In questo spazio il corpo parla, la terra risponde, e la forma diventa parola.

Dal graffito al colore: potenzialità espressive dell’argilla

L’argilla, più di altri materiali, offre una gamma ampia di possibilità espressive che attraversano il corpo, il gesto e la forma.
Dalla traccia più semplice — il graffio, l’impronta, la pressione del dito — fino alla superficie colorata e lucente della maiolica, ogni segno è portatore di significato.

Il graffito, in particolare, è una forma di scrittura primitiva: scalfire la materia equivale a incidere un messaggio, a lasciare una testimonianza, a dire “io sono” (Read, 1943).
Nella pratica arteterapeutica, il graffio può rappresentare il bisogno di emergere, di affermarsi, di segnare un confine tra sé e il mondo.
Il colore, invece, apre alla dimensione dell’espressione libera, del piacere visivo e del contatto con l’energia vitale (Kramer, 1971).

Le tecniche di colorazione ceramica — ossidi, engobbi, smalti, cristalline — aggiungono ulteriori strati simbolici.
Lo smalto che ricopre la superficie, ad esempio, può essere letto come protezione, come pelle lucente che sigilla e custodisce.
L’arteterapeuta può utilizzare queste fasi come occasione di esplorazione sensoriale, estetica ed emotiva, dove il fare artistico diventa metafora di trasformazione psichica (McNiff, 1992).

Dalla traccia alla luce, dal graffio al colore, la ceramica permette di sperimentare la continuità tra corpo e simbolo, tra gesto e significato.
Ogni impronta diventa memoria e rivelazione, ogni superficie smaltata racconta un passaggio interiore.
Nel silenzio della creazione, la materia prende voce, e la voce si fa cura.

Portfolio

Sculture e ceramiche che parlano di identità, connessioni, fragilità e trasformazione.

Le mie opere nascono da un processo lento e attento.

Attraverso il gesto, il segno e la materia come forma di ascolto.

Ogni lavoro è una traccia di presenza e trasformazione.

Connessioni fragili

Puzzle del Noi

Gioco di Natura, tra impronte e racconti

Gioco in Natura, tra impronte e racconti

Disegni

Gioco di Sguardi

Terra di Sguardi – Resistenza, arte e idenmtità

L’Abbraccio

Lo Studiolo di Claudia

Nel mio spazio, Lo Studiolo, l’arte non è solo qualcosa da guardare: è un’esperienza da vivere. Un luogo intimo dove fermarsi, ascoltarsi,creare senza giudizio.

La terra, il colore, il segnodiventano strumenti per dare forma a ciò che spesso non trova parola.

Un luogo dove il processo creativo è al centro e ogni gesto ha valore

UNO SPAZIO PER FERMARSI

Se senti il bisogno di rallentare,sei nel posto giusto

Arte Terapia e Ceramica Terapia

Programmazione settimanale o su prenotazione

Rivolta a tutte fasce di età

Incontri individuali o in piccoli gruppi

Laboratori Bambini

Programmazione settimanale:

Lunedi

Argilla dalle ore 17 alle ore 18

Disegno dalle ore 18,15 alle ore 19,15

Martedi

Arte dalle ore 17 alle ore 18

Arte dalle ore 18,15 alle ore 19,15

Sabato

Argilla dalle ore 9,45 alle ore 10,45

Arte dalle ore 11 alle ore 12

Laboratori Adulti

Laboratori su prenotazione o da programmazione settimanale

Lunedi ore 9,30-11,30

Martedi ore 9,30-11,30

ore 19,30-21,30

VENATURE-COLLETIVO D’ARTE

Un progetto condiviso di ricerca, natura e relazione

VeNature è un collettivo d’arte nato nel dicembre 2024 da una mia visione e da un desiderio personale di incontro e condivisione. Ho contattato artisti che riconoscevo affini, uniti dallo stesso amore per la natura, il territorio e da un fare artistico intenso come esperienza viva e relazionale.

Scultura, pittura, fotografia, poesia, design tessile e pratiche artistiche si intrecciano in un dialogo continuo, dove ogni artista porta il proprio sguardo e la prorpia storia.

VeNature è uno spazio di ricerca, condivisione e cura, in cui l’arte diventa occasione di relazione, ascolto e trasformazione.

Un luogo aperto, in movimento, dove le differenze diventano forza e l’arte torna ad essere esperienza da vivere.

Claudia Tosi

Artista

Arte Terapeuta

Valentina Rimondi

Fotografa

Dalila Tossani

Artista

Scultrice

Laura Martinelli

Critica di Arte

Berenica D’Agnago

Design Tessile

Valentina Gaggi

Atelierista

Artista

Attrice

Laura Pierro

Pittrice

Lina Moschella

Pittrice

Giulia Marri

Scrittrice

Stefano Roberto Salvioli

Artista

Fotografo

Quello che mi piacerebbe sapere…

Articoli e rifessioni sul mondo dell’ arte e dell’arte terapia

Articolo 2

questo è il mio secondo articolo sul mio nuovo

Articolo 1

Questo è l’articolo numero 1 del mio sito

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